La legalizzazione della canapa in Canada

27/06/2018

Il Canada ha appena approvato la legalizzato della cannabis: è il secondo Paese del mondo e il primo del G7 ad averlo fatto. Il motivo? Un canadese su quattro la consuma abitualmente, tanto valeva legalizzarla – in ogni sua forma - per non alimentare il business della mafia.
La legalizzazione della cannabis – una delle promesse fatte in campagna elettorale dall’attuale premier di stampo liberale, Justin Trudeau, è stata annunciata con orgoglio da lui stesso via Twitter:
“E’ stato troppo facile per i nostri ragazzi ottenere marijuana e per i criminali raccoglierne i profitti. Da oggi si cambia. Il nostro piano per legalizzare e regolamentare la marijuana è appena passato al Senato. #PromessaMantenuta”, ha scritto nel suo cinguettio virtuale.


La legalizzazione della canapa in Canada

E così alla celebre foglia d’acero rosso si aggiunge finalmente anche il verde della foglia di marijuana, che per quasi un secolo (fin dal 1923) è stata messa al bando. Nel tempo, sono stati fatti grandi passi in avanti: all’inizio del nuovo millennio il governo canadese decise di consentire l’avvio di alcune ricerche per fini medici, mentre alcuni dei vicini Stati Uniti hanno iniziato pian piano a legalizzarla anche per scopi ricreativi e non solo per quelli terapeutici. Poi la svolta decisiva: il Senato ha confermato il voto favorevole già espresso precedentemente dalla Camera, con 52 voti favorevoli e 29 contrari (alla Camera i voti a favore erano stati 205 contro gli 82 contrari).
Il parlamento canadese ha approvato definitivamente il Cannabis Act, rimuovendo tutti i paletti e i divieti al consumo e alla libera circolazione della canapa. Da settembre anche i canadesi potranno fare uno di cannabis per scopo ricreativo.

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Che cosa riserva il futuro?
È probabile che molti Paesi seguano il buon esempio del Canada, intanto nei posti dove è legale occorre gettare progressivamente le basi per la nascita di un nuovo ecosistema e una nuova economia. Coltivare, produrre, trasformare e commercializzare cannabis, infatti, vuol dire attivare una nuova industria, da cui scaturiscono attività, posti di lavoro e un incredibile indotto. Sarà necessario aiutare le aziende del settore a capire ciò che si può fare, come pagare le tasse, come commercializzare e distribuire al meglio i prodotti derivati dalla canapa, ecc.

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“Non legalizziamo la cannabis perché il primo ministro aveva voglia di sballarsi – ha commentato Allan Rewak, direttore dell'associazione canadese dei produttori di cannabis - ma perché abbiamo compreso che il proibizionismo ha fallito. Ad oggi, un canadese su 4 fa regolare consumo di cannabis, per cui non aveva alcun senso lasciare che questo prodotto – molto meno dannoso di altre sostanze tossiche liberamente in circolazione – alimentasse le economie e il business delle mafie e della criminalità. Abbiamo deciso di farlo uscire dall’ombra, per regolarlo e controllarlo meglio. Ad oggi – ha continuato Rewak - più di 30 Paesi hanno legalizzato la marijuana a scopi terapeutici, e quando si inizieranno a vedere anche in Canada i vantaggi economici e sociali della legalizzazione – tra gli adulti con età superiore ai 18 anni - sono sicuro che tanti altri Stati faranno la corsa per unirsi agli antiproibizionisti e legalizzare la cannabis a scopi terapeutici”.

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